Cosa succede se la famiglia non accetta la programmazione differenziata?

Se la famiglia di un alunno con disabilità di scuola secondaria di secondo grado pretende di mantenere la programmazione curriculare semplificata (obiettivi minimi), nonostante il parere contrario del consiglio di classe, cosa succede?

Succede quello che è indicato nelle Linee Guida allegate al DM 182 a pag. 38:

«La prima applicazione della programmazione differenziata richiede una formale proposta del Consiglio di classe ai genitori, che successivamente deve essere concordata con loro: essi possono rifiutarla e in questo caso saranno somministrate in tutte le discipline delle prove equipollenti, ossia valide secondo l’ordinaria progettazione dell’indirizzo di studi frequentato, anche se andranno comunque garantite le attività di sostegno e continueranno ad essere applicate tutte le personalizzazioni ai metodi di valutazione indicati nel riquadro 8.2. »

 In sostanza l’alunno con disabilità viene valutato in base alla programmazione della classe e se non raggiunge gli obiettivi previsti sarà considerato insufficiente.

Questo non significa necessariamente stesse verifiche e stesse modalità di somministrazione degli altri. Si possono personalizzare i tempi, modificare la modalità di somministrazione delle prove, autorizzare l’uso di strumenti compensativi, dispensare da prestazioni non indispensabili… ma i contenuti da valutare saranno sostanzialmente gli stessi dei compagni.

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Inserimento: 8 Luglio 2021

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