Chi decide le ore di frequenza dell’alunno?

Seguo da quest'anno un alunno con autismo grave, non verbale, con diversi comportamenti-problema (seconda media, orario ridotto di 18 ore). Dopo i primi mesi di difficile adattamento alla nuova insegnante (ho ricevuto morsi, graffi, tirate di capelli ect.) finalmente il ragazzo ha imparato a fidarsi, mi riconosce come guida e le cose sono nettamente migliorate. I genitori, avvocati di successo e da anni in scontro con la Scuola, sono molto contenti del mio operato e dell'educatore che mi affianca, tanto che vorrebbero aumentare le ore di frequenza scolastica del figlio. Minacciano di far ricorso al TAR e far valere il diritto allo studio. Pur volendo andare incontro alle richieste della famiglia e vedendone i presupposti favorevoli, è tuttavia partito un balletto al rilancio sulle ore da aumentare. La famiglia parla di 6 ore che, a nostro avviso (Consiglio di classe e preside), sarebbero troppe e deleterie per il benessere dell'alunno. Davanti alle richieste irrealistiche di una famiglia chiaramente esasperata, chi, in ultima istanza, decide le ore di frequenza dell'alunno? Nel dubbio ho convocato un incontro con l'equipe psicoeducativa pur essendo da poco arrivata una nuova neuropsichiatra che non conosce il ragazzo.

Quali e quanti sono gli incontri obbligatori del GLO?

Quali e quanti sono gli incontri obbligatori del GLO? Sono veramente 3, come prevedeva l' articolo 4 del DM 182 annullato dal TAR? Si devono fare anche se si sa già che i rappresentanti dell'ASL non parteciperanno e si tratterebbe di un colloquio tra genitori e docenti, nella maggior parte dei casi?

Un insegnante deve partecipare ai GLO anche se ha superato le 40 ore?

In riunione la referente inclusione ha detto che quest'anno si faranno tre GLO, cui tutti i docenti del CDC devono partecipare. Una insegnante (che ha 9 classi) ha risposto che se le ore le faranno superare le 40 obbligatorie per i CDC, lei parteciperà solo se adeguatamente retribuita. Ha ragione la collega?